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Buoni pasto e lavoratori somministrati: il Tribunale di Monza riafferma il principio di parità di trattamento

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La sentenza del Tribunale di Monza n. 696/2026 riafferma che il principio di parità di trattamento comprende anche i benefici di welfare aziendale, escludendo la possibilità di deroghe discriminatorie da parte della contrattazione aziendale Con la sentenza n. 696 del 22 maggio 2026, il Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, affronta un tema di particolare interesse nella disciplina della somministrazione di lavoro: il diritto dei lavoratori somministrati a beneficiare dei medesimi trattamenti riconosciuti ai dipendenti dell'impresa utilizzatrice, con specifico riguardo ai buoni pasto. La decisione si inserisce nel consolidato filone interpretativo volto a garantire l'effettività del principio di parità di trattamento sancito dall'art. 35 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, offrendo un'importante precisazione sul rapporto tra contrattazione aziendale e tutela dei lavoratori in somministrazione. Il caso La controversia trae origine dal ricorso promosso da un gruppo di lavorato...

Lavoro in somministrazione e durata massima consentita: la Cassazione ribadisce i limiti

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Con la sentenza n. 29577/2025 la Suprema Corte chiarisce che il superamento dei 24 mesi di missione presso lo stesso utilizzatore fa venir meno la causa temporanea della somministrazione, con possibile conversione del rapporto in lavoro a tempo indeterminato Per anni, il ricorso alla somministrazione di lavoro è stato visto da molte aziende come una "zona franca" rispetto ai limiti del contratto a termine diretto. Tuttavia, con la sentenza n. 29577 del 7 novembre 2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un confine netto, mettendo fine all'abuso delle missioni reiterate. Il cuore della vicenda: il limite dei 24 mesi Il caso nasce dal ricorso di un lavoratore impiegato per anni presso lo stesso utilizzatore attraverso una serie ininterrotta di missioni in somministrazione. La domanda centrale era: esiste un limite massimo oltre il quale la somministrazione diventa illegittima? La Suprema Corte ha risposto affermativamente, dichiarando che la somma dei periodi di missione...

Sicurezza sul Lavoro nel contratto in somministrazione

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Analisi della Sentenza Cass. n. 32659/2025 e dei criteri per una gestione corretta della sicurezza  Il contratto di somministrazione di lavoro rappresenta, per molte PMI, uno strumento di flessibilità indispensabile per far fronte a picchi produttivi o necessità temporanee di competenze specifiche.  Tuttavia, la natura "triangolare" di questo rapporto — che vede coinvolti l'Agenzia di Somministrazione (somministratore), l'azienda cliente (utilizzatore) e il lavoratore — genera spesso dubbi interpretativi quando si entra nel terreno scivoloso della gestione della salute e sicurezza. La gestione dei lavoratori somministrati: un territorio complesso Spesso, la prassi quotidiana porta a considerare il lavoratore somministrato come un soggetto "esterno" rispetto all'organizzazione aziendale.  Questa percezione rappresenta il primo errore.  Sebbene il contratto sia formalmente siglato con l'agenzia, una volta varcata la soglia della nostra azienda, il lavo...

Lavoro in somministrazione e durata massima consentita: la Cassazione ribadisce i limiti

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Con la sentenza n. 29577/2025 la Suprema Corte chiarisce che il superamento dei 24 mesi di missione presso lo stesso utilizzatore fa venir meno la causa temporanea della somministrazione, con possibile conversione del rapporto in lavoro a tempo indeterminato. Per anni, il ricorso alla somministrazione di lavoro è stato visto da molte aziende come una " zona franca " rispetto ai limiti del contratto a termine diretto. Tuttavia, con la sentenza n. 29577 del 7 novembre 2025 , la Corte di Cassazione ha ribadito un confine netto, mettendo fine all'abuso delle missioni reiterate. Il cuore della vicenda: il limite dei 24 mesi Il caso nasce dal ricorso di un lavoratore impiegato per anni presso lo stesso utilizzatore attraverso una serie ininterrotta di missioni in somministrazione.  La domanda centrale era: esiste un limite massimo oltre il quale la somministrazione diventa illegittima? La Suprema Corte ha risposto affermativamente, dichiarando che la somma dei periodi di missio...