Post

Ferie, permessi e Cassa Integrazione: l’impresa e la corretta gestione del ricorso agli ammortizzatori sociali

Immagine
Orientamenti giurisprudenziali consolidati e indicazioni operative per un utilizzo corretto della CIG senza rischi di contenzioso Il rapporto tra Cassa Integrazione Guadagni, ferie e permessi maturati dai lavoratori continua a rappresentare un punto di attenzione centrale nella gestione dei rapporti di lavoro.  La corretta applicazione di questi istituti non ha solo rilievo organizzativo, ma incide direttamente sulla legittimità del ricorso agli ammortizzatori sociali e sulla tenuta delle scelte aziendali in caso di verifiche o contenziosi. Nel tempo, il tema è stato oggetto di un ampio confronto giurisprudenziale, che ha contribuito a delineare principi oggi considerati stabili e consolidati. Il ruolo della giurisprudenza nel tempo Nel corso degli anni, la giurisprudenza di legittimità e di merito ha affrontato più volte la questione del corretto utilizzo della Cassa Integrazione in presenza di ferie e permessi già maturati.  Le pronunce intervenute hanno progressivamente chi...

Permessi ex Legge 104/1992: diritti, limiti e corretta gestione nelle PMI

Immagine
Tra tutela dell’assistenza familiare ed esigenze organizzative dell’impresa: quadro normativo, orientamenti giurisprudenziali e indicazioni operative per i datori di lavoro I permessi retribuiti previsti dall’art. 33 della Legge 104/1992 costituiscono uno degli istituti più delicati del diritto del lavoro contemporaneo.  Essi rappresentano un presidio fondamentale di tutela per le persone con disabilità grave e per i loro familiari, consentendo al lavoratore di conciliare l’attività professionale con esigenze di assistenza spesso complesse e non rinviabili. Proprio per la loro rilevanza sociale, questi permessi sono un argomento molto sentito.  Allo stesso tempo, però, sono frequentemente anche oggetto di contestazioni e contenziosi, talvolta giunti sino ai più alti gradi di giudizio.  Il punto di frizione risiede nell’equilibrio tra il diritto all’assistenza e le esigenze organizzative e produttive dell’impresa, equilibrio che nelle piccole e medie aziende può risultare ...

Whistleblowing nelle imprese: obbligo normativo e leva di integrità aziendale

Immagine
Cosa prevede il D.Lgs. 24/2023, quali sono i doveri del datore di lavoro e perché un sistema di segnalazione efficace rappresenta uno strumento strategico di prevenzione e tutela per le aziende Negli ultimi anni il tema del whistleblowing è entrato con forza nell’ordinamento italiano e nella vita delle imprese.  Non si tratta di un adempimento secondario, bensì di un presidio di legalità e di gestione del rischio che oggi coinvolge una platea ampia di aziende, comprese molte realtà che fino a poco tempo fa non ne avevano mai sentito parlare. Per molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, il whistleblowing viene percepito come un ulteriore obbligo burocratico.  In realtà, se correttamente compreso e implementato, esso rappresenta uno strumento di tutela dell’organizzazione stessa, oltre che dei lavoratori, e contribuisce a rafforzare l’impresa nei confronti del mercato. Che cos’è il whistleblowing Con il termine whistleblowing si indica la segnalazione di comport...

Procedure semplificate per l’ingresso al lavoro dei cittadini non comunitari

Immagine
Il protocollo di intesa ex art. 2R-bis del Testo Unico sull’Immigrazione come strumento di accompagnamento per imprese e lavoratori Introduzione Negli ultimi anni il lavoro svolto da persone provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea ha assunto un ruolo sempre più rilevante all’interno del sistema produttivo italiano.  Si tratta di uomini e donne che scelgono di intraprendere un percorso lavorativo nel nostro Paese, contribuendo con competenze, esperienza e impegno alla crescita delle imprese e delle comunità locali. Affinché questo percorso avvenga in modo regolare, sicuro e rispettoso della regolarità e della dignità delle persone, è fondamentale che le procedure di ingresso e di inserimento lavorativo siano chiare, ordinate e sostenibili anche per le imprese.  In questo quadro si è collocato il protocollo di intesa previsto dall’art. 2R-bis del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione) , uno strumento pensato per favorire un accesso al lavoro trasparente...

Licenziamento per scarso rendimento e micro-assenteismo

Immagine
La Cassazione ( sentenza 20 gennaio 2026, n. 1161, Sezione Lavoro) ribadisce i presupposti di legittimità e le ricadute per le imprese Con la sentenza n. 1161 del 20 gennaio 2026, la Corte di Cassazione è tornata ad affrontare il tema del licenziamento per scarso rendimento , soffermandosi in particolare sul fenomeno del cosiddetto micro-assenteismo.  La pronuncia si colloca in un quadro giurisprudenziale ormai consolidato, rafforzandone alcuni snodi interpretativi di grande rilievo pratico, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni, frequentemente esposte a difficoltà organizzative legate ad assenze ripetute del personale. Il caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte riguardava una lavoratrice licenziata per giustificato motivo soggettivo in ragione di un rendimento ritenuto insufficiente, determinato principalmente da una reiterazione di assenze per malattia di breve durata.  Tali assenze, pur formalmente giustificate da certificazioni mediche e non ...