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Sicurezza sul lavoro e smart working: le novità della Legge PMI 2026

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Le nuove disposizioni rafforzano la tutela della sicurezza nel lavoro da remoto e chiariscono gli adempimenti per i datori di lavoro Nel mese di marzo 2026 è entrato in vigore un aggiornamento normativo rilevante in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento al lavoro agile.  Le nuove disposizioni – inserite nel quadro della cosiddetta Legge PMI 2026 – intervengono su un ambito già disciplinato, ma ancora caratterizzato da margini di incertezza applicativa: la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che operano al di fuori dei locali aziendali. L’obiettivo del legislatore è rafforzare la responsabilità datoriale anche nel contesto dello smart working, introducendo obblighi più puntuali e un sistema sanzionatorio più definito. Nuovo obbligo di informativa annuale sui rischi La principale novità riguarda l’introduzione di un obbligo formale e periodico in capo al datore di lavoro: la predisposizione e trasmissione di un’informativa annuale sui rischi connes...

Trasferta, trasferimento o distacco? La corretta gestione della mobilità del lavoratore dipendente

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Gestire il cambiamento con consapevolezza: criteri e buone pratiche per conciliare le necessità di crescita dell'impresa con il rispetto della stabilità lavorativa Nel dinamico scacchiere del mercato attuale, la flessibilità operativa sta assumendo un ruolo sempre più importante. Prevedere lo spostamento di un collaboratore da un luogo ad un altro, però, non è solo una questione di logistica: è un atto giuridico che porta con sé oneri, rischi e tutele differenti.  Spesso, nel linguaggio colloquiale degli uffici, questi termini vengono usati come sinonimi.  Per il diritto del lavoro, invece, sono percorsi estremamente diversi tra loro. Non considerare questo aspetto formale significa esporre il lavoratore ad un trattamento non corretto, e l’impresa a rischi. La trasferta: l’eccezione che conferma la regola La trasferta rappresenta il mutamento temporaneo e transitorio del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa.  In questo scenario, il lavoratore viene inviato in...

Il mondo del lavoro e la ferita di Cortina: perché la morte di Pietro Zantonini riguarda tutti

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Un uomo muore di freddo durante un estenuante turno di lavoro: il futuro non si costruisce così La notizia della morte di Pietro Zantonini, l’addetto alla sicurezza di 55 anni stroncato da un malore e dal gelo a -16°C nel cantiere dello Stadio Olimpico del Ghiaccio a Cortina la notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026, non rappresenta un “incidente di percorso" nella macchina organizzativa del più grande evento sportivo a livello mondiale. È un fallimento di sistema che ci riguarda tutti, indistintamente. Come associazione datoriale, la nostra priorità non è tutelare gli interessi economici dell’imprenditore in sé, ma preservare l’ecosistema in cui essa respira.  E’ mettere le persone al centro, tutte. E quel sistema si regge su un patto sociale imprescindibile: il lavoro deve nobilitare, non uccidere. Una responsabilità che non ammette eccezioni Troppo spesso, la frammentazione dei grandi cantieri in lunghe catene di appalti e subappalti rischia di diluire la percezione della responsabi...