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Procedure semplificate per l’ingresso al lavoro dei cittadini non comunitari

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Il protocollo di intesa ex art. 2R-bis del Testo Unico sull’Immigrazione come strumento di accompagnamento per imprese e lavoratori Introduzione Negli ultimi anni il lavoro svolto da persone provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea ha assunto un ruolo sempre più rilevante all’interno del sistema produttivo italiano.  Si tratta di uomini e donne che scelgono di intraprendere un percorso lavorativo nel nostro Paese, contribuendo con competenze, esperienza e impegno alla crescita delle imprese e delle comunità locali. Affinché questo percorso avvenga in modo regolare, sicuro e rispettoso della regolarità e della dignità delle persone, è fondamentale che le procedure di ingresso e di inserimento lavorativo siano chiare, ordinate e sostenibili anche per le imprese.  In questo quadro si è collocato il protocollo di intesa previsto dall’art. 2R-bis del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione) , uno strumento pensato per favorire un accesso al lavoro trasparente...

Licenziamento per scarso rendimento e micro-assenteismo

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La Cassazione ( sentenza 20 gennaio 2026, n. 1161, Sezione Lavoro) ribadisce i presupposti di legittimità e le ricadute per le imprese Con la sentenza n. 1161 del 20 gennaio 2026, la Corte di Cassazione è tornata ad affrontare il tema del licenziamento per scarso rendimento , soffermandosi in particolare sul fenomeno del cosiddetto micro-assenteismo.  La pronuncia si colloca in un quadro giurisprudenziale ormai consolidato, rafforzandone alcuni snodi interpretativi di grande rilievo pratico, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni, frequentemente esposte a difficoltà organizzative legate ad assenze ripetute del personale. Il caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte riguardava una lavoratrice licenziata per giustificato motivo soggettivo in ragione di un rendimento ritenuto insufficiente, determinato principalmente da una reiterazione di assenze per malattia di breve durata.  Tali assenze, pur formalmente giustificate da certificazioni mediche e non ...

Il “peso invisibile”: quanto costa la burocrazia alle Imprese

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  L’incidenza della burocrazia sul potere dell’azienda, tra oneri procedurali e costi Nel dibattito pubblico si tende spesso a trattare la burocrazia come un vero e proprio freno tecnico, un labirinto di “scartoffie” e procedure che rallentano (complicandoli notevolmente) i processi aziendali.  Ogni novità normativa in genere comporta nuove azioni da compiere, che si portano dietro difficoltà operative, ritardi e grattacapi legati alla gestione delle pratiche.  In tutto questo, c’è un aspetto che emerge decisamente con meno frequenza, ma che rappresenta la vera spina nel fianco per le piccole e medie imprese: il costo (economico ed umano) che questa complessità genera.  In sostanza: la burocrazia non è soltanto un problema di "tempo perso", ma una vera e propria erosione di capitale che nel tempo pesa sui bilanci e limita la libertà d'azione di chi fa impresa. Tempo e risorse sottratti all’attività produttiva Ogni volta che una nuova norma viene introdotta senza un p...

Smart Working negato al lavoratore fragile: il Tribunale riconosce la discriminazione e condanna al risarcimento

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La recente sentenza del Tribunale di Busto Arsizio ( n. 2/2024 R.G.L. del 7 gennaio 2026 ) chiarisce che il rifiuto ingiustificato del lavoro agile, in presenza di comprovate condizioni di salute, viola i principi di tutela della persona e può comportare responsabilità economica per il datore di lavoro Una recente sentenza del Tribunale di Busto Arsizio ( n. 2/2024 R.G.L. del 7 gennaio 2026 ) ha segnato un importante precedente giurisprudenziale in materia di lavoro agile e diritti dei lavoratori fragili .  Secondo il tribunale, il diniego ingiustificato alla richiesta di smart working presentata da un lavoratore affetto da gravi patologie costituisce discriminazione , con conseguente responsabilità per il datore di lavoro. Il caso in sintesi  La vicenda vede protagonista una lavoratrice di lungo corso in un’azienda privata, che, dopo aver ricevuto diagnosi di grave patologia oncologica e aver prodotto certificazioni mediche idonee, aveva richiesto di svolgere la propria att...