Lavorare all'estero non significa sempre uscire dal diritto del lavoro italiano: la Cassazione ribadisce il principio del "collegamento più stretto"
La sentenza n. 6644/2026 e le sue implicazioni per aziende, lavoratori e professionisti Nell'epoca della mobilità internazionale, dei gruppi multinazionali e dello smart working transfrontaliero, una domanda assume sempre maggiore rilevanza: quale legge si applica al rapporto di lavoro quando il dipendente svolge la propria attività all'estero? Molti ritengono che la risposta sia semplice: se il lavoratore opera in un altro Paese, si applica automaticamente la normativa di quello Stato. La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 6644 del 20 marzo 2026 dimostra invece che la realtà giuridica è ben più complessa. Con questa pronuncia, la Suprema Corte ha confermato un principio fondamentale del diritto del lavoro internazionale: il luogo di svolgimento della prestazione non rappresenta il criterio unico per individuare la legge applicabile al rapporto. In presenza di un forte collegamento con l'Italia, infatti, può continuare a trovare applicazione la normativa italia...