Licenziamento disciplinare: la Cassazione rafforza il valore della correttezza procedurale
Con la sentenza n. 2377/2026 la Suprema Corte ribadisce che il potere disciplinare dell’impresa è pienamente legittimo se esercitato nel rispetto delle garanzie e del contraddittorio Con la sentenza n. 2377 del 4 febbraio 2026 , la Corte Suprema di Cassazione è intervenuta nuovamente su un tema centrale nel governo dei rapporti di lavoro: la legittimità del licenziamento disciplinare e, in particolare, il ruolo delle garanzie procedurali nella tenuta del provvedimento espulsivo. La decisione si colloca nel solco di un orientamento ormai consolidato, ma offre indicazioni di grande interesse per le imprese, soprattutto in una fase in cui la gestione delle risorse umane richiede equilibrio tra tutela dell’organizzazione aziendale e rispetto delle garanzie individuali. Il caso esaminato La vicenda trae origine da un procedimento disciplinare interno conclusosi con il licenziamento di un lavoratore. Quest’ultimo aveva impugnato il provvedimento sostenendo che l’iter seguito non fosse...