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Regolamento UE 2026/78 (Omnibus VIII): fissati nuovi limiti e divieti per i cosmetici. Cosa cambia per produttori, distributori, centri estetici e saloni di acconciatura

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Dal 1° maggio 2026 le nuove regole UE sulla sicurezza cosmetica sono operative: cosa devono fare saloni e centri per essere in regola Il settore cosmetico europeo affronta un nuovo e importante aggiornamento normativo.  Con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2026/78 della Commissione (noto come Omnibus VIII ), entrato formalmente in vigore il 2 febbraio 2026 , cambiano le regole per l'utilizzo di alcune sostanze chimiche ampiamente diffuse nelle formulazioni. La svolta decisiva è scattata il 1° maggio 2026 , data in cui i nuovi divieti e le restrizioni sono diventati tassativi , senza possibilità di smaltire le vecchie scorte oltre questo termine.  L'obiettivo del provvedimento, che va a modificare il regolamento quadro CE n. 1223/2009, è innalzare il livello di tutela della salute umana limitando l'uso di ingredienti classificati come CMR (cancerogeni, mutagene o tossici per la riproduzione). Chi deve prestare attenzione? Le nuove disposizioni non colpiscono solo i pro...

Trasparenza retributiva UE 2023/970: cosa sta succedendo davvero nelle imprese italiane

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Tra annunci di lavoro da aggiornare e nodi organizzativi interni: qual è la situazione a pochi giorni dall’entrata in vigore della Direttiva Europea? La Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva è ufficialmente entrata in vigore.  Non parliamo più di uno scenario futuro o di una scadenza da programmare: gli obblighi sono già pienamente vincolanti per tutte le aziende italiane. Già lo scorso 12 marzo, nel corso del nostro webinar dedicato, avevamo tracciato la rotta per muoversi in anticipo. Oggi, a ridosso del debutto ufficiale della normativa, facciamo un passo avanti e guardiamo alla realtà dei fatti: cosa sta succedendo concretamente sul mercato e all'interno delle organizzazioni? Il primo banco di prova: la caccia ai talenti L'impatto più immediato e visibile si sta giocando nella fase di selezione.  La norma parla chiaro: la Ral (o almeno una fascia retributiva di riferimento basata su criteri oggettivi) deve essere comunicata al possibile candidato prima del ...

Il TEC: architettura della retribuzione tra tutele contrattuali e welfare aziendale

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Oltre la busta paga tradizionale: come l'equilibrio tra minimi contrattuali e tutele integrate definisce il reale valore del trattamento economico Quando si parla di stipendio, il pensiero corre quasi sempre alla stessa cifra: la retribuzione mensile o la classica RAL (Retribuzione Annua Lorda) indicata nella lettera di assunzione.  Eppure, per comprendere a fondo la dinamica del lavoro e delle relazioni sindacali, è necessario guardare oltre la singola voce della "paga base". In realtà, sia per le imprese che per i lavoratori, la vera parola chiave è TEC: Trattamento Economico Complessivo .  Non si tratta di un concetto nuovo, e rappresenta a tutti gli effetti la fotografia reale di tutto ciò che l'azienda investe sulla persona e di tutto ciò che il lavoratore riceve, in busta paga e non solo. Capire cos'è il TEC, come si compone e perché si trova al centro del dibattito attuale è il primo passo per valorizzare relazioni di lavoro trasparenti, eque e strutturate....

Organismi di Parità: il recepimento delle Direttive UE cambierà il rischio di contenzioso per le imprese

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Al via l'attuazione delle Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500, che trasforma i garanti della parità in organi di vigilanza attiva Nel fitto calendario di scadenze che sta ridisegnando la conformità giuslavoristica del nostro Paese, il 19 giugno 2026 rappresenta uno snodo cruciale, sebbene ancora ampiamente sottovalutato da una parte del tessuto imprenditoriale.  Entro questa data, l’Italia era chiamata a completare il recepimento formale delle direttive europee UE 2024/1499 e UE 2024/1500 . Ed in effetti il nostro Paese ha assolto a tale obbligo introducendo nell'ordinamento italiano il D. Lgs n.91 del 7 maggio 2026, che a partire dal 1° gennaio 2027, porterà gli Organismi di Parità ad assorbire le funzioni dell'Ufficio per la promozione della parità di trattamento (UNAR) e della Consigliera o del Consigliera Nazionale di Parità, mentre le Consigliere di Parità territoriali rimarranno operative con un ruolo di prossimità. Per le imprese, non si tratta dell'ennesimo ade...

Lavorare all'estero non significa sempre uscire dal diritto del lavoro italiano: la Cassazione ribadisce il principio del "collegamento più stretto"

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La sentenza n. 6644/2026 e le sue implicazioni per aziende, lavoratori e professionisti Nell'epoca della mobilità internazionale, dei gruppi multinazionali e dello smart working transfrontaliero, una domanda assume sempre maggiore rilevanza: quale legge si applica al rapporto di lavoro quando il dipendente svolge la propria attività all'estero? Molti ritengono che la risposta sia semplice: se il lavoratore opera in un altro Paese, si applica automaticamente la normativa di quello Stato.  La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 6644 del 20 marzo 2026 dimostra invece che la realtà giuridica è ben più complessa. Con questa pronuncia, la Suprema Corte ha confermato un principio fondamentale del diritto del lavoro internazionale: il luogo di svolgimento della prestazione non rappresenta il criterio unico per individuare la legge applicabile al rapporto.  In presenza di un forte collegamento con l'Italia, infatti, può continuare a trovare applicazione la normativa italia...