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Soci di S.r.l. e contributi INPS: gli utili accantonati a riserva entrano nella base imponibile?

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La Cassazione, con la sentenza n. 25377 del 16 settembre 2026, esclude dalla contribuzione previdenziale del socio lavoratore gli utili della S.r.l. non distribuiti e accantonati a riserva, se non fiscalmente imputati al socio Una pronuncia destinata ad avere un impatto significativo per i soci lavoratori di società a responsabilità limitata. La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 25377/2026, ha infatti chiarito che gli utili prodotti dalla S.r.l. non possono essere automaticamente assoggettati a contribuzione previdenziale in capo al socio per il solo fatto che quest’ultimo partecipi alla società e vi svolga abitualmente la propria attività lavorativa . Il principio è stato ribadito anche da una serie di pronunce dello stesso tenore, tra cui le nn. 25378-25383 del 16 settembre e le nn. 25465-25467 del 17 settembre 2026. Il caso esaminato dalla Cassazione La vicenda presa in esame riguardava una socia unica e amministratrice di una S.r.l., iscritta alla Gestione com...

Oltre il mobbing: ambiente stressogeno e responsabilità del datore di lavoro

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La tutela prevista dall’art. 2087 c.c. può operare anche quando non ricorrono gli estremi della condotta persecutoria: la Cassazione torna sul rapporto tra organizzazione del lavoro, salute psicofisica e obblighi datoriali Il tema della tutela della salute psicofisica sul lavoro è ormai centrale nel dibattito sul rapporto tra organizzazione del lavoro e responsabilità datoriale. Al mobbing abbiamo già dedicato anche noi diversi approfondimenti, ma torniamo sul tema con la stessa attenzione, perché la giurisprudenza mostra sempre più chiaramente quanto, per garantire un'effettiva tutela del benessere psicologico dei lavoratori, sia necessario guardare oltre questa specifica fattispecie. E proprio da qui nasce una domanda importante: se non c’è mobbing, il datore di lavoro è necessariamente esente da responsabilità? La risposta è no . L’obbligo di tutela previsto dall’art. 2087 c.c. ha infatti una portata più ampia rispetto alla sola prevenzione delle condotte persecutorie.  Il dato...

Lavoro straordinario: il lavoratore deve provare le ore effettivamente svolte

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La Cassazione chiarisce i requisiti della prova e precisa i limiti dell’intervento del giudice Quando un lavoratore chiede il pagamento di ore di lavoro straordinario, sostenere di avere lavorato oltre l’orario ordinario non basta.  È necessario dimostrare che lo straordinario è stato effettivamente svolto e fornire elementi concreti sulla sua quantità. A ribadirlo è la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 18 giugno 2026, n. 20700 , che contestualmente ha affrontato anche un secondo tema strettamente collegato: i limiti dei poteri istruttori che il giudice del lavoro può esercitare d’ufficio. Il caso La vicenda nasce da una controversia relativa a un rapporto di lavoro nel quale erano già emerse, a seguito di un’attività ispettiva, differenze retributive legate alla registrazione delle ore effettivamente lavorate. In particolare, un verbale di diffida aveva individuato un credito a favore del lavoratore.  La controversia davanti al giudice riguardava anche un'u...

Le pillole di Valore Q&A: Quando il comportamento fuori dal lavoro di un mio dipendente può diventare un illecito disciplinare?

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"Quando il comportamento fuori dal lavoro di un mio dipendente può diventare un illecito disciplinare?" La vita privata del dipendente resta, in linea di principio, fuori dal rapporto di lavoro.  Ma ci sono comportamenti che, anche se tenuti fuori dall’azienda, possono assumere rilevanza disciplinare. Un dipendente, nel suo tempo libero, tiene un comportamento che il datore di lavoro considera grave.  Potrebbe trattarsi di un’attività svolta per un concorrente, di un contenuto pubblicato sui social, di una condotta nei confronti di un collega oppure di un fatto che ha avuto conseguenze anche sul piano penale. La domanda viene spontanea: se è successo fuori dal lavoro, il datore può intervenire? Per rispondere bisogna partire da un principio fondamentale: il potere disciplinare del datore di lavoro non riguarda la vita privata del dipendente in quanto tale.  Riguarda, però, la violazione degli obblighi che derivano dal rapporto di lavoro. È per questo che il fatto che una ...

Garanzia legale: dal 27 settembre 2026 il nuovo avviso armonizzato europeo

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Dal 27 settembre 2026 cambiano le informazioni che i venditori devono fornire ai consumatori sulla garanzia legale di conformità Da questa data sarà obbligatorio utilizzare il nuovo avviso armonizzato europeo , introdotto per rendere più chiari e facilmente riconoscibili i diritti del consumatore quando acquista un bene. La novità deriva dalla Direttiva (UE) 2024/825 e dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 , che stabilisce il formato e i contenuti dell'avviso. In Italia la direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 . Che cos'è il nuovo avviso? In parole semplici, è un avviso informativo standardizzato che ricorda al consumatore l'esistenza della garanzia legale di conformità e i principali diritti che ne derivano. L'obiettivo è fare in modo che queste informazioni siano presentate in maniera uniforme in tutta l'Unione europea e che il consumatore possa distinguere più facilmente la garanzia prevista dalla legge dalle eventuali garanzi...