Il mondo del lavoro e la ferita di Cortina: perché la morte di Pietro Zantonini riguarda tutti
Un uomo muore di freddo durante un estenuante turno di lavoro: il futuro non si costruisce così La notizia della morte di Pietro Zantonini, l’addetto alla sicurezza di 55 anni stroncato da un malore e dal gelo a -16°C nel cantiere dello Stadio Olimpico del Ghiaccio a Cortina la notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026, non rappresenta un “incidente di percorso" nella macchina organizzativa del più grande evento sportivo a livello mondiale. È un fallimento di sistema che ci riguarda tutti, indistintamente. Come associazione datoriale, la nostra priorità non è tutelare gli interessi economici dell’imprenditore in sé, ma preservare l’ecosistema in cui essa respira. E’ mettere le persone al centro, tutte. E quel sistema si regge su un patto sociale imprescindibile: il lavoro deve nobilitare, non uccidere. Una responsabilità che non ammette eccezioni Troppo spesso, la frammentazione dei grandi cantieri in lunghe catene di appalti e subappalti rischia di diluire la percezione della responsabi...