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Imprese artigiane impiantistiche: chiarimenti INPS sui limiti dimensionali e sui codici 5G e 5C

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Il messaggio INPS n. 3145 del 5 ottobre 2026 chiarisce quale limite dimensionale debba essere applicato alle imprese artigiane che svolgono attività impiantistica e introduce una specifica procedura per quelle non riconducibili prevalentemente alla costruzione di edifici. Dal 23 ottobre sarà possibile presentare la dichiarazione di responsabilità tramite il Cassetto previdenziale del contribuente La novità introdotta dall’INPS Con il messaggio n. 3145 del 5 ottobre 2026 , l’INPS interviene sul tema dei limiti dimensionali previsti per la conservazione della qualifica di impresa artigiana, con particolare riferimento alle imprese operanti nel settore dell’edilizia e alle attività impiantistiche. Il chiarimento è particolarmente rilevante per gli impiantisti artigiani , perché la corretta individuazione dell’attività esercitata determina anche il limite massimo di lavoratori che l’impresa può occupare senza perdere la propria qualificazione artigiana. L’Istituto precisa innanzitutto che,...

Soci di S.r.l. e contributi INPS: gli utili accantonati a riserva entrano nella base imponibile?

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La Cassazione, con la sentenza n. 25377 del 16 settembre 2026, esclude dalla contribuzione previdenziale del socio lavoratore gli utili della S.r.l. non distribuiti e accantonati a riserva, se non fiscalmente imputati al socio Una pronuncia destinata ad avere un impatto significativo per i soci lavoratori di società a responsabilità limitata. La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 25377/2026, ha infatti chiarito che gli utili prodotti dalla S.r.l. non possono essere automaticamente assoggettati a contribuzione previdenziale in capo al socio per il solo fatto che quest’ultimo partecipi alla società e vi svolga abitualmente la propria attività lavorativa . Il principio è stato ribadito anche da una serie di pronunce dello stesso tenore, tra cui le nn. 25378-25383 del 16 settembre e le nn. 25465-25467 del 17 settembre 2026. Il caso esaminato dalla Cassazione La vicenda presa in esame riguardava una socia unica e amministratrice di una S.r.l., iscritta alla Gestione com...

Oltre il mobbing: ambiente stressogeno e responsabilità del datore di lavoro

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La tutela prevista dall’art. 2087 c.c. può operare anche quando non ricorrono gli estremi della condotta persecutoria: la Cassazione torna sul rapporto tra organizzazione del lavoro, salute psicofisica e obblighi datoriali Il tema della tutela della salute psicofisica sul lavoro è ormai centrale nel dibattito sul rapporto tra organizzazione del lavoro e responsabilità datoriale. Al mobbing abbiamo già dedicato anche noi diversi approfondimenti, ma torniamo sul tema con la stessa attenzione, perché la giurisprudenza mostra sempre più chiaramente quanto, per garantire un'effettiva tutela del benessere psicologico dei lavoratori, sia necessario guardare oltre questa specifica fattispecie. E proprio da qui nasce una domanda importante: se non c’è mobbing, il datore di lavoro è necessariamente esente da responsabilità? La risposta è no . L’obbligo di tutela previsto dall’art. 2087 c.c. ha infatti una portata più ampia rispetto alla sola prevenzione delle condotte persecutorie.  Il dato...

Lavoro straordinario: il lavoratore deve provare le ore effettivamente svolte

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La Cassazione chiarisce i requisiti della prova e precisa i limiti dell’intervento del giudice Quando un lavoratore chiede il pagamento di ore di lavoro straordinario, sostenere di avere lavorato oltre l’orario ordinario non basta.  È necessario dimostrare che lo straordinario è stato effettivamente svolto e fornire elementi concreti sulla sua quantità. A ribadirlo è la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 18 giugno 2026, n. 20700 , che contestualmente ha affrontato anche un secondo tema strettamente collegato: i limiti dei poteri istruttori che il giudice del lavoro può esercitare d’ufficio. Il caso La vicenda nasce da una controversia relativa a un rapporto di lavoro nel quale erano già emerse, a seguito di un’attività ispettiva, differenze retributive legate alla registrazione delle ore effettivamente lavorate. In particolare, un verbale di diffida aveva individuato un credito a favore del lavoratore.  La controversia davanti al giudice riguardava anche un'u...