Ticket di licenziamento 2026: importi, calcolo e regole di versamento NASpI

Determinare e pagare il contributo per finanziare l’indennità di disoccupazione, con aliquote, massimali e scadenze operative


Nel 2026 il ticket di licenziamento, ossia il contributo dovuto per finanziare la NASpI, è determinato sulla base del massimale mensile dell’indennità di disoccupazione. Si tratta di un onere a carico del datore di lavoro nei casi di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato che danno diritto alla prestazione.

Di seguito un quadro sintetico e aggiornato dei riferimenti normativi ed economici per il 2026.




Cos’è il ticket di licenziamento (contributo NASpI)

Il ticket di licenziamento è un contributo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per cause che consentono al lavoratore di accedere alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego).

La finalità è concorrere al finanziamento dell’indennità di disoccupazione riconosciuta al lavoratore.


Quando è dovuto

Il contributo è dovuto in caso di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, tra cui:

  • Licenziamento individuale (per giustificato motivo oggettivo o soggettivo);

  • Licenziamento disciplinare;

  • Risoluzione per fallimento dell’azienda;

  • Altre cessazioni che danno diritto alla NASpI.

Non è invece dovuto nei casi in cui il lavoratore non abbia diritto alla NASpI (ad esempio dimissioni volontarie, salvo dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità).


Importi 2026: valori di riferimento

Per il 2026, il calcolo si basa sul massimale mensile NASpI pari a 1.584,70 euro.


Licenziamenti individuali

  • Aliquota applicata: 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturata negli ultimi 3 anni.

  • Quota annua: 649,73 euro (1.584,70 × 41%) per ogni anno di anzianità.

  • Quota mensile di riferimento: circa 54,14 euro, utile per il calcolo proporzionale in caso di frazioni di anno.

  • Importo massimo (36 mesi o più): 1.949,19 euro.

Il contributo va quindi calcolato in proporzione ai mesi di anzianità maturati negli ultimi tre anni, con un tetto massimo corrispondente a 36 mesi.


Licenziamenti collettivi

In caso di licenziamento collettivo, il contributo è più elevato:

  • Aliquota applicata: 82% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità.

  • Quota annua: 1.299,46 euro per ogni anno di anzianità.

  • Anche in questo caso si applica il limite massimo riferito a 36 mesi.


Criteri di calcolo

Il calcolo si effettua considerando:

  1. L’anzianità aziendale maturata negli ultimi 36 mesi;

  2. Il numero di mesi utili (anche frazioni);

  3. Il valore annuo di 649,73 euro (oppure 1.299,46 euro nei licenziamenti collettivi).

Per rapporti inferiori all’anno, l’importo va riproporzionato su base mensile (circa 54,14 euro al mese per i licenziamenti individuali).


Come e quando versare

Il ticket di licenziamento deve essere versato all’INPS:

  • tramite modello F24;

  • utilizzando i codici tributo indicati dall’Istituto;

  • entro il termine di presentazione della denuncia contributiva (Uniemens) relativa al mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Il contributo è dichiarato nella denuncia mensile aziendale e segue le ordinarie regole di versamento dei contributi previdenziali.


Sintesi operativa

Per il 2026:

  • Il valore di riferimento è il massimale NASpI di 1.584,70 euro.

  • Il contributo ordinario è pari a 649,73 euro per ogni 12 mesi di anzianità.

  • Il tetto massimo è 1.949,19 euro.

  • Nei licenziamenti collettivi l’importo raddoppia (82%).

Il corretto calcolo e il tempestivo versamento sono fondamentali per evitare sanzioni e irregolarità contributive.

È quindi consigliabile verificare con attenzione l’anzianità aziendale utile e la tipologia di cessazione prima di procedere alla denuncia e al pagamento.

 



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