ValItalia PMI allerta sui crediti extra, sicurezza cantieri a rischio
Valitalia PMI e OB Italia esprimono molte riserve circa i crediti extra per la patente a punti nei cantieri
“Esprimo forti perplessità riguardo all’attribuzione di crediti aggiuntivi, fino a un massimo di 100, per la patente a crediti, secondo i criteri indicati nella nota 288/2025.Tra tali criteri figurano il riconoscimento di crediti alle imprese iscritte da oltre 20 anni alla Camera di Commercio e agli autonomi con un’anzianità di partita IVA analoga”.
Queste le parole con le quali il Presidente Nazionale Valitalia PMI, Roberto Plini, ha espresso forti perplessità riguardo ai crediti aggiuntivi – fino a un massimo di 100 – previsti per la patente a punti.
Secondo Valitalia PMI, questa misura può infatti diventare una tipica "concessione all'italiana", che indirizzando le attenzioni sulle certificazioni (e diluendo i rigori della normativa) rischia di finire per offuscare quello che è il vero focus principale: la reale tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Così facendo si rischia di diluire il rigore della norma madre, favorendo indiscriminatamente chi ottiene la certificazione tramite un semplice ‘bollino’, senza considerare la reale osservanza delle norme di sicurezza: un approccio che, paradossalmente, potrebbe penalizzare proprio la sicurezza nei cantieri".
Per fare un confronto concreto pensiamo alla patente di guida a punti: attribuire punti extra per qualsiasi motivo amplia il margine di errore. Se un automobilista commette un’infrazione grave ma ha ancora punti, glielo permetteremmo? Gli consentiremmo di passare con il semaforo rosso e mantenere la patente?
Allo stesso modo, il mantenimento dei 30 crediti per le imprese virtuose non può basarsi su un semplice certificato.
Si vanificherebbe così lo scopo principale del sistema, che è prevenire incidenti.
La sicurezza sul lavoro non può permettersi di seguire la stessa logica nei cantieri, considerando tra l’altro che il rischio e l’impatto di eventuali incidenti sono enormemente più gravi e complessi” spiega Plini.
Dello stesso parere è anche Gennaro Scognamiglio, Presidente di OB Italia:
“Prima di introdurre modifiche alla patente a punti, bisognerebbe garantire che la normativa attuale entri realmente a regime e produca gli effetti desiderati sulla sicurezza.
L’incremento di punti fino a 100 rischia di indebolire l’efficacia complessiva dello strumento normativo che, invece, andrebbe calibrato su risultati e comportamenti concreti”.
Per Scognamiglio:
"attribuire crediti solo perché, ad esempio, un medico competente effettua due visite in cantiere con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, non sempre riflette un reale impegno o un percorso formativo adeguato.
Chi conosce bene la complessità del sistema sa bene quanto la ‘maglia larga’ a volte consenta di superare ostacoli burocratici senza una verifica approfondita del reale completamento di attività formative o preventive. Questo tipo di attribuzione rischia di diventare un semplice ‘timbro’ più che un riconoscimento concreto di effettive azioni mirate a migliorare la sicurezza”.
L’appello che Valitalia PMI ed OB Italia rivolgono al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ma più in generale alla politica tutta) è quello di "riflettere sulla necessità di migliorare la patente a punti nella sua versione originale, prima di pensare a facilitazioni che potrebbero rivelarsi, a conti fatti, concessioni poco efficaci e potenzialmente dannose per la vera sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Queste le parole con le quali il Presidente Nazionale Valitalia PMI, Roberto Plini, ha espresso forti perplessità riguardo ai crediti aggiuntivi – fino a un massimo di 100 – previsti per la patente a punti.
Secondo Valitalia PMI, questa misura può infatti diventare una tipica "concessione all'italiana", che indirizzando le attenzioni sulle certificazioni (e diluendo i rigori della normativa) rischia di finire per offuscare quello che è il vero focus principale: la reale tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Così facendo si rischia di diluire il rigore della norma madre, favorendo indiscriminatamente chi ottiene la certificazione tramite un semplice ‘bollino’, senza considerare la reale osservanza delle norme di sicurezza: un approccio che, paradossalmente, potrebbe penalizzare proprio la sicurezza nei cantieri".
Per fare un confronto concreto pensiamo alla patente di guida a punti: attribuire punti extra per qualsiasi motivo amplia il margine di errore. Se un automobilista commette un’infrazione grave ma ha ancora punti, glielo permetteremmo? Gli consentiremmo di passare con il semaforo rosso e mantenere la patente?
Allo stesso modo, il mantenimento dei 30 crediti per le imprese virtuose non può basarsi su un semplice certificato.
Si vanificherebbe così lo scopo principale del sistema, che è prevenire incidenti.
La sicurezza sul lavoro non può permettersi di seguire la stessa logica nei cantieri, considerando tra l’altro che il rischio e l’impatto di eventuali incidenti sono enormemente più gravi e complessi” spiega Plini.
“Prima di introdurre modifiche alla patente a punti, bisognerebbe garantire che la normativa attuale entri realmente a regime e produca gli effetti desiderati sulla sicurezza.
L’incremento di punti fino a 100 rischia di indebolire l’efficacia complessiva dello strumento normativo che, invece, andrebbe calibrato su risultati e comportamenti concreti”.
Per Scognamiglio:
"attribuire crediti solo perché, ad esempio, un medico competente effettua due visite in cantiere con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, non sempre riflette un reale impegno o un percorso formativo adeguato.
Chi conosce bene la complessità del sistema sa bene quanto la ‘maglia larga’ a volte consenta di superare ostacoli burocratici senza una verifica approfondita del reale completamento di attività formative o preventive. Questo tipo di attribuzione rischia di diventare un semplice ‘timbro’ più che un riconoscimento concreto di effettive azioni mirate a migliorare la sicurezza”.
L’appello che Valitalia PMI ed OB Italia rivolgono al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ma più in generale alla politica tutta) è quello di "riflettere sulla necessità di migliorare la patente a punti nella sua versione originale, prima di pensare a facilitazioni che potrebbero rivelarsi, a conti fatti, concessioni poco efficaci e potenzialmente dannose per la vera sicurezza nei luoghi di lavoro”.
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