Licenziamento per Giusta Causa e Giustificato Motivo

 

Licenziamento: Facciamo chiarezza su Giusta Causa e Giustificato Motivo

Il tema del licenziamento è sempre delicato e spesso circondato da incertezze. In Italia, la legge definisce due diverse tipologie di interruzione del rapporto di lavoro che dipendono dalle motivazioni alla base del provvedimento: il licenziamento per giusta causa e il licenziamento per giustificato motivo

Conoscerne le differenze è fondamentale per comprendere i diritti e i doveri sia del lavoratore che del datore di lavoro.


Che cos'è il Licenziamento per Giusta Causa?

Il licenziamento per giusta causa si verifica quando un dipendente commette un'infrazione così grave da non permettere la prosecuzione del rapporto di lavoro, nemmeno in via provvisoria. 

Si tratta di un provvedimento disciplinare che viene applicato immediatamente, senza l'obbligo del preavviso.

Gli esempi più comuni di giusta causa includono:

  • Furto o appropriazione indebita di beni aziendali.

  • Insulti o minacce gravi rivolte a colleghi o superiori.

  • Abbandono del posto di lavoro senza un motivo valido.

  • Falsificazione di documenti o referti medici.

In questi casi, l'azione del dipendente ha minato in modo irreparabile il rapporto di fiducia, rendendo impossibile ogni ulteriore collaborazione.




E il Licenziamento per Giustificato Motivo?

Il licenziamento per giustificato motivo, invece, si basa su ragioni meno estreme rispetto alla giusta causa, ma comunque valide. Si divide in due categorie principali:

  1. Giustificato motivo soggettivo: legato a un comportamento del dipendente che non è grave al punto da giustificare un licenziamento immediato, ma che costituisce una violazione degli obblighi contrattuali. In questo caso, il datore di lavoro deve comunque rispettare il periodo di preavviso. Esempi possono essere assenze ingiustificate ripetute, scarso rendimento o violazioni minori del regolamento aziendale.

  2. Giustificato motivo oggettivo: non dipende dal comportamento del dipendente, ma da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro o al funzionamento dell'azienda. Anche in questo caso è richiesto il preavviso. Questo può avvenire, ad esempio, in caso di:

    • Crisi aziendale che richiede una riduzione del personale.

    • Riorganizzazione interna che rende la mansione del dipendente superflua.

    • Chiusura di un ramo o di un'attività aziendale.


Le differenze chiave

In sintesi, la distinzione principale tra i due tipi di licenziamento è la gravità del fatto che lo ha causato e le conseguenze a livello di tempistiche:

  • Giusta Causa: licenziamento in tronco, senza preavviso. Si applica per colpe gravissime del dipendente.

  • Giustificato Motivo: licenziamento con obbligo di preavviso. Si applica per motivi meno gravi legati al comportamento del dipendente o per ragioni oggettive dell'azienda.

Comprendere queste differenze non è solo una questione di definizione, ma è un passo essenziale per tutelare i propri diritti lavorativi in qualsiasi situazione.

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