La Legge 179/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1 dicembre, converte di fatto il “decreto flussi”, apportando alcune modifiche
Normato il meccanismo di ingresso dei lavoratori extra UE, con procedure digitalizzate e termini estesi
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1° dicembre 2025 della Legge 179/2025 (conversione con modificazioni del Decreto-Legge 146/2025), l’Italia ha dato compimento a una riforma organica del meccanismo di ingresso e assunzione di cittadini non-UE nel mercato del lavoro.
L’obiettivo dichiarato è duplice: semplificare e rendere più efficiente l’accesso regolare al lavoro per stranieri, da un lato; rafforzare i controlli e contrastare le pratiche elusive e lo sfruttamento, dall’altro.
Esame della normativa
La Legge 179/2025 converte il decreto 146/2025, introducendo modifiche di rilievo su procedure, termini e strumenti di controllo.
Tra le novità principali:
La procedura di “precompilazione” delle domande di nulla osta al lavoro subordinato diventa stabile e strutturata; i datori di lavoro persona fisica possono presentare un massimo di tre richieste di nulla osta.
I termini procedurali sono estesi: la conferma della domanda di nulla osta passa da 7 a 15 giorni; il termine per stipulare il contratto di soggiorno da 8 a 15 giorni.
La decorrenza dei termini per il rilascio del nulla osta viene calcolata dal momento in cui la domanda viene effettivamente imputata alla quota di ingresso disponibile, riducendo accumuli di pratiche.
Controlli rafforzati sulla veridicità delle dichiarazioni dei datori di lavoro, anche per nuovi tipi di ingresso come lavoro altamente qualificato, trasferimenti intra-societari, volontariato e ricerca.
Estensione del termine per il rilascio del nulla osta in caso di ricongiungimento familiare da 90 a 150 giorni.
Canali “fuori quota” stabilizzati per esigenze particolari, in particolare nel settore dell’assistenza domestica e familiare.
Possibilità per lo straniero di lavorare anche in attesa del rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno.
Rafforzamento del contrasto allo sfruttamento e al caporalato, con il funzionamento stabilizzato del Tavolo Caporalato e la partecipazione di enti religiosi civilmente riconosciuti.
Cosa prevede nella pratica
Alla luce delle modifiche introdotte:
Le imprese e i datori di lavoro non-UE avranno procedure più snelle per chiedere e ottenere il nulla osta: la precompilazione facilita l’iter e il limite di 3 richieste per datore privato riduce l’intermediazione irregolare.
I tempi burocratici vengono allungati in modo ragionevole, garantendo maggiore prevedibilità e riducendo i rischi di esclusione per motivi formali.
Gli ingressi “fuori quota” nel settore dell’assistenza familiare e domestica rispondono a esigenze sociali reali, offrendo uno sbocco legale e trasparente per lavoratori non-UE.
La possibilità di lavorare anche in attesa del permesso riduce il rischio di sfruttamento “in nero”.
Controlli rafforzati e verifiche di veridicità delle dichiarazioni disincentivano abusi, tutelando lavoratori vulnerabili o settori a rischio.
Infine, la riforma modernizza l’intero sistema: non più solo “quote + click-day”, ma un meccanismo digitalizzato, programmato e strutturato, più adatto a un mercato del lavoro e a un contesto migratorio in evoluzione.
In questo scenario operativo, ValItalia PMI, in qualità di le associazione datoriale comparativamente maggiormente rappresentativa, offre un canale semplificato ai propri associati.
Grazie alla nostra adesione al protocollo ministeriale, le aziende associate potranno utilizzare il percorso riservato alle organizzazioni datoriali, senza dover presentare l’asseverazione prevista dall’art. 24-bis del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/1998).
Questo consentirà di tradurre direttamente le disposizioni della Legge 179/2025 in un vantaggio concreto e operativo.
Per ricevere supporto puoi contattarci qui: info@valitaliapmi.it

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