ValItalia PMI, il punto sulla Sicurezza sul Lavoro

ValItalia PMI: gli incidenti sul lavoro in aumento confermano che formazione e normative attuali non bastano. Serve un cambio drastico, che metta al centro la vera cultura della sicurezza, le persone ed il comportamento umano sul campo


Una dolorosa strage, che non deve passare in silenzio

Ottobre 2025

  • Provincia di Mantova: Un giovane imprenditore agricolo di 23 anni muore dopo essere rimasto incastrato in un macchinario agricolo.
  • Provincia di Benevento: Un vigilante di 55 anni viene fatalmente schiacciato da un cancello in ferro mentre svolge il suo giro di controllo.
  • Catania: Un operaio muore e un altro rimane ferito gravemente dopo essere precipitati da un'altezza di circa 4 metri in un cantiere.

Novembre 2025

  • Provincia di Rovigo: Un operaio di 47 anni muore schiacciato da un muletto all'interno di un'azienda.
  • Imperia: Un lavoratore di 56 anni decede dopo essere stato schiacciato da un rimorchio.
  • Provincia di Frosinone: Un operaio di 66 anni muore per caduta dall'alto (precipitato da un'impalcatura) mentre lavora su un cantiere edile

Dicembre 2025 (ad oggi)

  • Provincia di Bergamo: Un operaio di 27 anni muore tragicamente dopo essere stato trascinato all'interno di un macchinario (un nastro trasportatore) mentre esegue operazioni di manutenzione.
  • Foggia: Un bracciante agricolo di 30 anni decede dopo essere stato schiacciato dal trattore con cui sta lavorando.
  • Autostrada A31: Un operaio muore e un altro rimane gravemente ferito dopo essere stati investiti da un Tir all'interno di un cantiere autostradale.
  • Valtellina: Un operaio di 29 anni, specializzato in lavori in quota, muore a seguito della caduta di un elicottero utilizzato per la messa in sicurezza di luoghi impervi.

Le informazioni sopra riportate non sono un bollettino di guerra, ma la dolorosa fotografia degli incidenti gravi e mortali sul lavoro riportati dalle cronache, limitata agli ultimi due mesi e mezzo circa.

Una strage che attraversa impietosamente tutto il Paese, e che al momento pare (purtroppo) non conoscere ostacoli.




Come fermarla?

ValItalia PMI denuncia da tempo l'inefficacia delle attuali misure preventive, sottolineando come la formazione (che, più volte, abbiamo sottolineato dovrebbe diventare un requisito imprescindibile per l’assunzione del nuovo dipendente) e la patente a crediti – ma, in generale, qualunque altra misura finora realizzata – non siano sufficientemente incisive o efficaci nel fermare questa inaccettabile strage sul lavoro.


“Come Presidente di ValItalia PMI, non posso ignorare una realtà allarmante: nonostante negli anni siano state adottate numerose misure, dall’ampliamento delle attività formative all’introduzione della patente a crediti, il numero di morti sul lavoro non solo non diminuisce, ma in certi casi sembra addirittura aumentare.

Questo dato ci impone una riflessione profonda.

Le norme e i corsi di formazione sono strumenti indispensabili, ma da soli non bastano.

La sicurezza sul lavoro deve diventare una cultura viva, radicata nelle azioni quotidiane di ciascun lavoratore.

Non possiamo lasciare ai soli corsi ciò che deve manifestarsi concretamente nelle pratiche operative, serve un cambiamento di approccio che metta al centro non solo la formazione teorica delle persone, ma anche il loro comportamento reale.”


Queste sono le parole di Roberto Plini, Presidente Nazionale di ValItalia PMI.



“Per questo motivo – continua Plini - è necessaria un’analisi accurata sull’idoneità di chi opera in contesti a rischio elevato o moderato, ma non solo: per realizzare un intervento veramente efficace e preventivo è indispensabile comprendere che il comportamento umano deve assumere un ruolo centrale nella strategia di prevenzione. 

A differenza degli approcci tradizionali, che si focalizzano primariamente su norme, attrezzature e procedure, la Sicurezza Comportamentale si concentra sull'identificazione, l'osservazione e la modifica dei comportamenti a rischio attraverso un ciclo continuo di feedback e rinforzi positivi.

Che avvengono direttamente sul campo, non nella teoria, e che sono quindi in grado di correggere subito i comportamenti non idonei e di ridurre al minimo il rischio. 

Per una prevenzione realmente efficace è inoltre cruciale far entrare nelle procedure quotidiane anche l’analisi dei 'near miss' (i “quasi incidenti”), poiché rappresentano un inestimabile serbatoio di dati ed indicazioni che, se ignorati, lasciano l’impresa in condizione di cecità di fronte ai reali pericoli presenti. 

Un pericolo scampato “per caso” non è in alcun modo prova della sicurezza di un'impresa ma, al contrario, un campanello di allarme da cogliere. 

Solo cambiando la cultura della sicurezza, la sua reale percezione, potremo garantire ambienti lavorativi davvero sicuri e prevenire tragedie. 

ValItalia PMI crede fermamente che la sicurezza non sia un traguardo formale, ma una responsabilità condivisa, vissuta ogni giorno, attraverso comportamenti consapevoli e una selezione rigorosa di chi è chiamato a svolgere ruoli critici.

È questa la strada per cambiare davvero il destino delle nostre imprese e dei nostri lavoratori”.

 

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