Gestione Separata INPS e lavoro parasubordinato
Osservatorio INPS 2015-2024: oltre 1,7 milioni di iscritti alla Gestione Separata, ma la crescita del lavoro cosiddetto "parasubordinato" deve fare i conti con “zone grigie” e il persistente divario di reddito tra uomini e donne
L'ultimo Osservatorio statistico sui lavoratori parasubordinati pubblicato dall'INPS, che copre il decennio 2015-2024, traccia un quadro chiaro e dinamico del lavoro non dipendente in Italia.
I dati mostrano una crescita strutturale degli iscritti alla Gestione Separata, che nel 2024 ha superato quota 1,7 milioni di contribuenti, con un incremento di quasi il 20% in dieci anni. La crescita del 2024 rispetto all'anno precedente è stata particolarmente intensa, toccando il +6,52%.
L'analisi rivela un mercato in profonda trasformazione, guidato da due tendenze distinte, ma con persistenti disparità sociali ed economiche.
La Gestione Separata INPS
Istituita dalla Legge n. 335/1995, la Gestione Separata INPS è la cassa previdenziale obbligatoria destinata a tutti quei lavoratori che non sono coperti da altre forme previdenziali autonome (come le Casse professionali per avvocati o medici) o da un contratto di lavoro dipendente.
Rappresenta un sistema di forte importanza, poiché accoglie due macro-categorie distinte: i collaboratori (principalmente coordinati e continuativi o assimilati, come amministratori e sindaci) e i professionisti che operano con Partita IVA, ma che non sono iscritti a una Cassa previdenziale di categoria.
Di fatto, essa costituisce il "pilastro" della previdenza sociale per il variegato universo del lavoro parasubordinato e autonomo non ordinistico in Italia.
Il boom dei professionisti: crescita strutturale e qualificata
Il principale motore dell'espansione è rappresentato dai professionisti senza cassa autonoma, ovvero coloro che esercitano attività qualificate o innovative e versano contributi esclusivamente alla Gestione Separata INPS.
Questa categoria ha registrato una crescita eccezionale e costante:
Aumento decennale: I professionisti sono cresciuti del +68,4% nel periodo 2015-2024, con un trend che indica un'emersione sempre maggiore di nuove figure professionali legate a consulenze, servizi digitali e alta specializzazione.
Motivazioni: Oltre alle dinamiche di mercato che premiano l'autonomia qualificata, sull'aumento ha inciso anche la relativa convenienza delle aliquote contributive per i professionisti rispetto a quelle applicate ai collaboratori.
I Collaboratori: ritorno ai massimi e questione monocommittente
L'andamento dei collaboratori (Co.co.co. e figure affini) è stato più ondivago, spesso influenzato dagli interventi legislativi (come il Jobs Act, che mirava a limitare le collaborazioni spurie).
Nonostante le strette normative, la categoria è tornata a crescere in maniera significativa, con un aumento dell'+8,2% nel solo 2024, toccando il massimo degli ultimi dieci anni. Questo dato solleva nuovamente il dibattito sulla qualità del lavoro:
Monocommittenza: Nel 2024, quasi la metà dei collaboratori, il 46,6%, risulta essere esclusivo e monocommittente. Questa concentrazione su un unico cliente, pur non essendo formalmente lavoro dipendente, mette in luce una persistente zona grigia, dove la flessibilità si scontra con la mancanza di tutele tipiche del rapporto subordinato.
Demografia e redditi: Il persistente divario di genere
I dati demografici e reddituali evidenziano una polarizzazione del mercato e la permanenza di forti disuguaglianze:
Età e Flessibilità: La crescita del lavoro parasubordinato è generalizzata ma accentuata nelle fasce estreme: gli Over 60 sono aumentati del +39% (segno di un prolungamento dell'attività o di un ricollocamento post-pensionamento), mentre gli Under 30 sono cresciuti del +26%, indicando l'ingresso nel mercato attraverso forme di lavoro flessibili.
Divario di Genere nel Reddito: Nonostante la quota di donne professioniste sia in costante avvicinamento alla parità (raggiungendo il 47,4%), la retribuzione media maschile rimane nettamente superiore. Il reddito medio annuo degli uomini è quasi il doppio rispetto a quello delle donne in entrambe le categorie (Collaboratori e Professionisti), confermando una profonda disparità salariale nella sfera del lavoro autonomo.
In sintesi, l'Osservatorio INPS sul 2015-2024 dipinge un mercato del lavoro parasubordinato che è indubbiamente in crescita, trainato dall'alta qualificazione, ma che sconta ancora significative criticità strutturali, prima fra tutte l'eccessiva precarietà di molte collaborazioni e un netto divario di genere.
La sfida per le politiche attive e la contrattazione collettiva resta quella di assicurare che l'aumento della flessibilità si accompagni a adeguate tutele sociali ed economiche.

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