Ceccano, ancora morte su un cantiere: sicurezza sul lavoro ed innalzamento costante dell’età pensionabile necessitano di soluzioni veramente efficaci
Lutto a Ceccano: l’ennesima vita è stata spezzata su un luogo di lavoro. Nella giornata di lunedì 17 novembre un operaio precipita da un’impalcatura e perde la vita
Ancora una
volta un luogo di lavoro diventa teatro di dolore e di perdite.
Di nuovo la
cronaca è costretta a fare i conti con un evento tragico: l'incidente mortale
avvenuto lo scorso 17 novembre 2025 a Ceccano, costato la vita ad un altro
lavoratore.
Un episodio
che offre una terribile e drammatica conferma: in Italia la sicurezza sul
lavoro rimane una ferita aperta e sanguinante, che miete vittime in un silenzio
inaccettabile.
I fatti
L’uomo che è rimasto vittima dell’incidente, Ezio Cretaro, operaio edile di 66 anni, stava
svolgendo un lavoro di manutenzione nel centro storico di Ceccano.
Secondo le ricostruzioni, poco dopo le 15 l’uomo è
precipitato dall’impalcatura - che era stata predisposta al fine di consentire
i lavori di rifacimento della facciata di un edificio - subendo una rovinosa
caduta di circa nove metri.
I soccorsi sono stati tempestivi — sul posto sono
intervenuti i carabinieri, la polizia locale, il personale medico del 118, e
persino un’eliambulanza è stata allertata — ma, purtroppo, ogni tentativo di mantenere
in vita il signor Cretaro è risultato vano.
Cordoglio e vicinanza
In questo
momento di profondo dolore, ValItalia PMI, per voce del Presidente
Nazionale Roberto Plini, esprime “il suo sentito e sincero cordoglio
alla famiglia della vittima, ai colleghi e all'intera comunità colpita da
questo immane lutto”.
Ma il
cordoglio e la vicinanza non possono bastare, né rappresentare una soluzione
efficace.
Oltre il lutto, misure concrete di prevenzione
“Come
associazione datoriale che rappresenta tante piccole e medie imprese, sentiamo
il dovere di continuare a sollecitare le istituzioni, affinché innalzino in
modo efficace il livello di attenzione su questa interminabile strage
silenziosa.
Da tempo
denunciamo con forza che le attuali misure preventive, compresa la tanto
discussa “patente a crediti” (che pure rappresenta un tentativo di
miglioramento) non sono ancora sufficienti a garantire un cambio di
passo radicale e duraturo.
Ribadiamo con
fermezza le nostre convinzioni: è necessario adottare misure più incisive e
strutturali, che possano elevare la formazione e l’effettiva preparazione dei
lavoratori al ruolo di prerequisiti irrinunciabili, in grado di bloccare
l’assunzione stessa qualora mancanti.
Come più volte
abbiamo avuto modo di dire (e purtroppo siamo costretti a farlo nuovamente), è
vero sì che la normativa già prevede che la formazione venga svolta
preventivamente: ma le verifiche sistematiche in tal senso non è possibile
garantirle.
Solo
vincolando l’assunzione alla presenza degli attestati come parte integrante della
documentazione necessaria si potrebbe averne certezza”.
Queste le
parole di Plini.
Stop all’innalzamento
costante dell’età pensionabile
Anche a
Ceccano, così come nel recentissimo caso della Torre dei Conti a Roma, a
perdere la vita è stato un operaio vicino ai settant’anni.
Questo
dato riporta con forza al centro del dibattito anche un’altra criticità che non
può più essere ignorata: il continuo innalzamento dell’età pensionabile,
soprattutto per i lavori pericolosi e particolarmente usuranti.
“E’
inconcepibile – prosegue il Presidente ValItalia PMI - che lavoratori
anziani siano costretti rimanere sempre più a lungo su impalcature e cantieri
complessi, e a svolgere mansioni fisicamente estreme.
È
arrivato il momento di porre uno stop a questo meccanismo, perché la salvaguardia della
salute e della vita deve tornare ad essere una priorità assoluta.
Non possiamo
più permettere che il lavoro si trasformi in una trappola mortale”.

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