L'evoluzione delle professioni contabili: verso un nuovo ordinamento

Dalla riforma del tirocinio alla formazione continua: le novità per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili


Un recente disegno di legge, approvato mercoledì 11 settembre nel corso della seduta n.141 del Consiglio dei Ministri, mira a riformare l'ordinamento della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile in Italia. 

Con questo articolo esploriamo i cambiamenti che interverranno, delineando un nuovo scenario per chi opera, o desidera operare, in questi settori.




Caratteristiche delle due figure professionali

Quella del Dottore Commercialista e quella dell'Esperto Contabile sono figure centrali nel panorama economico e fiscale italiano. 

Sebbene spesso assimilate, presentano delle differenze sostanziali in termini di competenze e funzioni, definite dall'ordinamento professionale. 

Mentre il Dottore Commercialista svolge attività di consulenza fiscale, societaria, contrattuale e di revisione legale, l'Esperto Contabile si concentra infatti prevalentemente sulla tenuta della contabilità, sulla redazione dei bilanci e sulla consulenza amministrativa.


Nuove regole per l'accesso e il tirocinio

La riforma mira a semplificare l'accesso alla professione, con un'attenzione particolare al tirocinio professionale

L'obiettivo è integrarlo maggiormente nel percorso universitario, permettendo agli studenti di svolgere parte del tirocinio già durante il biennio della laurea magistrale. 

Questo dovrebbe garantire una preparazione più pratica e una maggiore continuità tra studio e mondo del lavoro. 

Le modalità esatte saranno definite dal decreto legislativo, ma la direzione è verso un modello che riduce la separazione tra la fase accademica e quella pratica.

L'esame di Stato per l'abilitazione rimane una tappa fondamentale, ma la riforma ne valuterà una revisione per renderlo più in linea con le esigenze attuali del mercato. 

Le prove continueranno a focalizzarsi sulle materie previste dal D.Lgs. 139/2005 (ragioneria, revisione, diritto, finanza), ma potrebbero essere adattate per dare più peso a un approccio pratico e alla risoluzione di casi concreti.


Formazione continua e specializzazioni

Un altro pilastro della riforma è il rafforzamento della formazione professionale continua

Per mantenere l'iscrizione all'albo, i professionisti saranno tenuti a frequentare corsi di aggiornamento su nuove materie emergenti, come la crisi d'impresa, la sostenibilità (ESG) e l'Intelligenza Artificiale applicata al settore. 

Questo obbligo mira a garantire che i commercialisti rimangano aggiornati sulle dinamiche economiche e legislative in continua evoluzione, offrendo un servizio di alta qualità ai propri clienti.


Il disegno di legge prevede anche una revisione del sistema delle specializzazioni professionali.

L'obiettivo è permettere ai professionisti di acquisire e certificare competenze specifiche in determinate aree, come la consulenza strategica, la gestione aziendale o il diritto tributario internazionale. 

Questo permetterà ai commercialisti di offrire servizi più mirati e di rispondere in modo più efficace alle esigenze di un mercato sempre più complesso e segmentato.


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