Cuneo fiscale, un freno per le PMI e per la crescita del Paese
Il peso del costo del lavoro limita assunzioni, salari e competitività: Valitalia PMI chiede interventi per rilanciare imprese e occupazione
Il costo del lavoro e il peso del cuneo fiscale continuano a rappresentare una delle principali criticità per il sistema produttivo italiano, in particolare per le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura dell’economia nazionale.
Come associazione datoriale, Valitalia PMI ritiene sia un preciso dovere analizzare e portare all’attenzione pubblica una situazione che incide in modo profondo sulla capacità delle imprese di assumere, crescere e competere, con ricadute dirette anche sui livelli occupazionali e sui salari dei lavoratori.
Su questo tema interviene il Presidente Nazionale di Valitalia PMI, Roberto Plini, con un’analisi puntuale delle distorsioni generate dall’attuale sistema fiscale e contributivo.
Il pensiero del Presidente nazionale di Valitalia PMI, Roberto Plini
«In Italia si registra un paradosso macroeconomico che penalizza profondamente il mercato del lavoro.
Ad esempio, per un lavoratore che percepisce uno stipendio di circa 2.500 Euro netti in busta paga (decisamente superiore all’attuale media degli stipendi), l'azienda sostiene un costo del lavoro complessivo che supera i 6.000 Euro.
Questo divario, noto come cuneo fiscale, è alimentato da contributi previdenziali, imposte sul reddito e oneri obbligatori, creando un sistema rigido e inefficiente.
Impatto sul costo del lavoro e sull'occupazione
Il costo del lavoro elevato rappresenta un ostacolo concreto a una più fluida occupazione.
Le imprese, schiacciate da un carico fiscale che può superare il 50% del salario lordo, esitano ad assumere nuovo personale o a stabilizzare contratti precari.
Risultato: disoccupazione persistente, soprattutto tra i giovani e nel Sud, e un turn-over limitato che frena la mobilità del lavoro.
Ostacoli allo sviluppo e alla competitività
Questo meccanismo inibisce lo sviluppo delle imprese e ne erode la competitività.
Ogni aumento salariale netto richiede un esborso sproporzionato per l'azienda (ad esempio, +100 Euro netti possono costare +250 Euro totali), rendendo difficile premiare la produttività o investire in formazione.
Le PMI, che costituiscono il 95% del tessuto produttivo italiano, perdono terreno sui mercati internazionali rispetto a concorrenti con cunei fiscali più bassi (come Germania o USA, intorno al 40%).
Per il dipendente, il netto cresce con lentezza esasperante, e per il Paese si blocca la crescita economica, con minori investimenti, innovazione e consumi.
Affrontare il cuneo fiscale – riducendo contributi e tasse sul lavoro – è essenziale per rilanciare assunzioni, stipendi reali e competitività globale.»
Le analisi evidenziano una situazione strutturalmente penalizzante per le imprese italiane e per i loro dipendenti, che contribuisce a rallentare la crescita economica e a ridurre l’attrattività del nostro Paese.
Allo stesso tempo, queste analisi rappresentano un punto di partenza fondamentale per costruire proposte concrete e responsabili.
Valitalia PMI intende farsi promotrice di un confronto serio e costruttivo con le istituzioni affinché la riduzione del cuneo fiscale diventi una priorità dell’agenda politica, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dell’intero sistema economico nazionale.
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