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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Lavoro tramite piattaforme digitali: cosa cambia con la Direttiva UE 2024/2831

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Dalle attività di food delivery alle app di servizi on-demand: nuove regole su subordinazione, algoritmi e tutele dei lavoratori La Direttiva (UE) 2024/2831 rappresenta uno dei più significativi interventi normativi dell’Unione Europea degli ultimi anni in materia di lavoro.  Essa disciplina il lavoro svolto tramite piattaforme digitali (come, a titolo esemplificativo, food delivery, servizi di trasporto, micro-task e prestazioni on-demand), un settore caratterizzato da una crescita rapida ma anche da forti incertezze giuridiche. L’obiettivo della direttiva è duplice: da un lato migliorare le condizioni di lavoro delle persone che operano tramite piattaforme digitali , dall’altro garantire certezza giuridica alle imprese , contrastando il fenomeno delle classificazioni fittizie di lavoro autonomo. La direttiva è entrata in vigore il 1° dicembre 2024 e gli Stati membri — Italia compresa — dovranno recepirla nei rispettivi ordinamenti entro il 2 dicembre 2026 .  Entro tale d...

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: la necessità di riorganizzare l’azienda non esonera il datore di lavoro dall’obbligo di repêchage

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Con l’ordinanza n. 31312/2025 la Corte ribadisce che il licenziamento è legittimo solo se inevitabile e preceduto da una verifica sostanziale delle reali possibilità di ricollocazione, anche a fronte di mansioni affidate a collaboratori esterni Il quadro normativo di riferimento: il licenziamento per giustificato motivo oggettivo Nel diritto del lavoro italiano, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo trova il suo fondamento nell’art. 3 della Legge n. 604 del 1966 ed è collegato a esigenze economiche, produttive o organizzative dell’impresa.  Rientrano in tale ambito le ipotesi di riorganizzazione aziendale, di riduzione dei costi o di soppressione di una posizione lavorativa ritenuta non più necessaria. La giurisprudenza ha tuttavia chiarito nel tempo che la presenza di una motivazione economico-organizzativa non è, di per sé, sufficiente a rendere legittimo il licenziamento.  È necessario che il recesso rappresenti una scelta realmente inevitabile e non una soluzi...

Protezioni solo apparenti dei macchinari e infortuni sul lavoro: la Cassazione ribadisce la responsabilità del datore

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Con la sentenza n. 39821/2025 la Suprema Corte chiarisce che la sicurezza non può affidarsi alla prudenza del lavoratore quando le misure tecniche sono facilmente aggirabili La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro continua a rappresentare uno dei cardini dell’ordinamento giuslavoristico e penalistico italiano.  Il sistema prevenzionistico delineato dal D.Lgs. n. 81/2008 attribuisce al datore di lavoro un ruolo centrale e non delegabile nella valutazione dei rischi e nell’adozione di misure tecniche e organizzative idonee a prevenirli.  In questo contesto, la giurisprudenza della Corte di Cassazione è da anni impegnata a chiarire i confini della responsabilità datoriale, soprattutto nei casi in cui l’infortunio derivi anche da un comportamento imprudente del lavoratore. La sentenza della Cassazione penale, Sezione IV, n. 39821 del 2025 si inserisce pienamente in questo solco interpretativo, affrontando il tema delle protezioni delle macchine di lavoro faci...

“La nuova architettura della formazione continua: il Decreto n. 8/2026

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Dalla logica della spesa alla certificazione del valore: come cambia la governance dei Fondi Interprofessionali e cosa significa per il patrimonio di competenze delle aziende L'emanazione del Decreto Direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 non rappresenta un semplice aggiornamento burocratico, ma una profonda ristrutturazione della governance della formazione continua in Italia.  Questo provvedimento segna una svolta verso la tracciabilità , superando la logica della spesa quantitativa per abbracciare un modello dove l'investimento in competenze deve essere misurabile, certificato e spendibile nel mercato globale. Il filo conduttore: dalla Quantità alla Qualità Certificata Il "filo rosso" che attraversa il decreto è la trasformazione dei Fondi Interprofessionali da meri erogatori di risorse a registi strategici della qualità formativa .  Se in passato l'obiettivo primario era l'assorbimento dei fondi, oggi viene imposta una visione dove la formazione deve gener...